Ripensando al V-Day
Non se ne sente più parlare, eppure qualcosa da dire è rimasto... inascoltato
Tutto il messaggio del V-Day di Beppe Grillo, dopo il frastuono dei primi giorni, è stato rapidamente impacchettato e chiuso a chiave con una parola: antipolitica. Così i nostri politici di destra, di centro e di sinistra pensano di aver risolto il “caso”. Quando ne parlano non c’è più neanche lo sforzo di ricordare le proposte che sono state alla base della manifestazione perchè sono l’antipolitica e basta. Un tempo dicevano qualunquismo per liquidare ogni proposta che non era allineata con gli schemi politici vigenti.
Qualche domanda a questo punto dovrebbe venir fuori
E’ forse politica ignorare le richieste dei cittadini, che hanno sottoscritto le proposte del V-Day? E’ forse politica fare tanti salottini mediatici, che hanno spesso solo lo scopo di dare visibilità a questo o a quel partito o personaggio politico? E’ forse politica bruciare tre legislature e accorgersi di non aver fatto nessuna riforma utile per migliorare le istituzioni dello stato italiano, che i cittadini chiedono da almeno quindici anni? E’ forse politica quella, che si fa in un parlamento dove i rappresentanti del popolo italiano sono più preoccupati a difendere gli schieramenti dei vari partiti, che i veri interessi della società?
Certo le parolacce del V-Day non sono una nobile espressione di una protesta, se lo è, ma l’immobilismo e la monotonia dei molti nostri politici forse non è meno offensiva per chi vorrebbe ascoltare qualcosa di nuovo, di diverso e di migliore rispetto al passato.
Qualche domanda a questo punto dovrebbe venir fuori
E’ forse politica ignorare le richieste dei cittadini, che hanno sottoscritto le proposte del V-Day? E’ forse politica fare tanti salottini mediatici, che hanno spesso solo lo scopo di dare visibilità a questo o a quel partito o personaggio politico? E’ forse politica bruciare tre legislature e accorgersi di non aver fatto nessuna riforma utile per migliorare le istituzioni dello stato italiano, che i cittadini chiedono da almeno quindici anni? E’ forse politica quella, che si fa in un parlamento dove i rappresentanti del popolo italiano sono più preoccupati a difendere gli schieramenti dei vari partiti, che i veri interessi della società?
Certo le parolacce del V-Day non sono una nobile espressione di una protesta, se lo è, ma l’immobilismo e la monotonia dei molti nostri politici forse non è meno offensiva per chi vorrebbe ascoltare qualcosa di nuovo, di diverso e di migliore rispetto al passato.
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